Visualizzazione post con etichetta neve. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neve. Mostra tutti i post

sabato 31 gennaio 2009

Capin di Ponente

Il detto "Non si può fare una frittata senza rompere qualche uovo" va bene per questo periodo, non si può pretendere di avere metri di neve senza avere giornate di brutto tempo. Oggi il cielo è grigio e le previsioni dicono che sarà così per tutto il giorno, ma non dovrebbe nevicare. Partiamo un po' più presto del solito, siamo consapevoli che quella di oggi non sarà una passeggiata. In perfetta tabella di marcia alle 8.30 siamo a Coccau con gli scarponi ai piedi. Siamo a qualche metro dall'auto e già ci chiediamo dove sia il punto di partenza, davanti a noi abbiamo più di un metro di neve, nessuna traccia, nessun indizio, sbagliamo l'attacco, ma rimediamo facilmente. Abbiamo percorso solo un centinaio di metri e constatiamo che davanti a noi ci sono solo poche tracce di animali, le prospettive per la giornata sono: battere traccia dall'inizio alla fine. Ci alterniamo in testa a fare il lavoro più duro, siamo solo in tre e la strada è lunga, la fatica si fa sentire, ma è quel tipo di fatica che si fa volentieri. Raggiungiamo il rifugio forestale Sella Canton dove facciamo una pausa ammirando il paesaggio incantato della piccola radura. Ma ripartiamo in fretta perchè il freddo si fa sentire, siamo tardi e la strada è sempre più difficoltosa in quanto lo strato di neve fresca aumenta con la quota. In alcuni punti nonostante le ciaspe la neve arriva al ginocchio, ogni metro è una piccola conquista.
...

domenica 18 gennaio 2009

Monte Lussari

Le previsioni non ci lasciano molte speranze, ma vogliamo andare a farci un giretto ugualmente e quindi decidiamo di tornare per la quinta volta sul Monte Lussari.
Partiamo da casa con calma e alle 10.15 abbiamo già le ciaspe ai piedi. Il cielo è grigio, peggio di quanto ci aspettavamo. Ovviamente non si è mai soli sul frequentatissimo sentiero del pellegrino, dove troviamo personaggi di ogni genere:

  • Gruppo di ciasponoleggiatori in erba (poi rientrati in ovovia forse perché avevano sprecato tutto il fiato in chiacchiere durante la salita).
  • Due che scendono con i Moon Boot, uno si tombola davanti a me (gli scarponi lunari vanno bene solo con 1/6 della gravità terrestre).
  • E i masochisti che salgono con gli scarponi (fattibile, ma con le padelle ai piedi si va meglio).
  • Scialpinisti sul viale del tramonto (più lenti di noi persino in discesa).
  • Scialpinista agonista che ti passa ad una velocità tale che ti sembra di far parte del paesaggio.
Noi ce la caviamo bene (forse troppo, qualcuno dovrebbe passare per l'antidoping) e in un'ora e quaranta siamo alle malghe.
Ogni volta per me sono il punto più bello: sembra che la neve cerchi di cancellare le tracce dell'uomo sforzandosi di ricoprire i tetti delle malghe.
Dopo una pausa ripartiamo per l'ultimo tratto di salita fino ad arrivare alla cima, dove sostiamo pochissimo a causa delle forti raffiche di vento. Scendiamo dal versante opposto direttamente dietro al Santuario. ...

sabato 10 gennaio 2009

Cima Manderiolo

L'anno scorso siamo saliti sul Monte Verena dove ho scattato una foto che ha portato al primo posto Cima Manderiolo tra le possibili escursioni in zona.
Partiamo dall'Osteria al Termine in Val D'Assa a quota 1298, il freddo è pungente e siamo immersi nell'ombra proiettata dal Verena. La neve è tanta, straordinariamente soffice, quasi polvere, su di una bella traccia che ci aiuta a fare meno fatica ci inoltriamo nel bosco. Dopo un tratto più ripido finalmente il bosco si apre, siamo arrivati alle Casere di Campo Manderiolo, il posto è splendido ed invita ad un meritata pausa. Ripartiamo prendendo la strada di collegamento delle malghe, ci dirigiamo verso Malga Porta Manazzo, davanti a noi Cima Portule ci appare con la sua lunghissima cresta. La radiolina gracchia qualche cosa di incomprensibile, ci stiamo avvicinando agli altri compagni di avventura che sono partiti da più in alto giustificati dal peso delle tavole da snowboard sulle spalle.
Assieme ai Ciasp-Border iniziamo a percorrere l'ultimo tratto, un immenso scivolo bianco di 300 metri di dislivello. Il paesaggio è talmente bello che non sento la fatica tranne nell'ultimo tratto dove la pendenza è più accentuata. ...